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Quando Tina Lagostena Bassi, durante il processo sul massacro del Circeo, pronunciò la parola “stupro” in difesa di Donatella Colasanti, si trattò di una rivoluzione. L’avvocato decise di difendere la donna vittima di una brutale violenza sessuale insieme a Rosaria Lopez, che però morì.

Tina Lagostena Bassi, un nome che ha saputo entrare nelle case degli italiani grazie alla popolare trasmissione “Forum”. Saggia, dal piglio severo, scevra da condizionamenti stereotipati e preclusioni. Ma in molti hanno scoperto il sua grande carriera solo alla morte nel 2008, quando si è tornato a parlare della sua carriera e della sua vita.

La sua arringa durante il processo per il massacro del Circeo non fu solo una difesa per la sua assistita, ma una difesa per tutte le donne. Uno squarcio nella mentalità di un’epoca in cui era oltraggioso anche solo pronunciare la parola “stupro”. Lei lo fece nell’aula di tribunale per difendere Donatella Colasanti, lo fece per dare una svolta là dove potevano e dovevano essere cambiate le regole del “gioco”.

Una donna così meriterebbe più di un monumento, il suo nome dovrebbe essere quello di strade da percorrere verso la legalità, piazze da popolare di civiltà e condivisione. Affidiamo a voi questa riflessione, come fece lei dicendo “affido a voi la giustizia anche per quella ragazza che non ha voce per chiedere giustizia”.