Chiara Bottalo educatrice counseling autismo presso Fondazione Istituto Sacra Famiglia

Per i bambini il passaggio è una grossa opportunità, consiglio a tutti voi di dare loro coraggio, di credere in loro perché vi stupiranno.

Ritorno a scuola tra entusiasmo e piccole grandi preoccupazioni, ma con qualche buon consiglio, il rientro a scuola sarà una bella avventura. Abbiamo chiesto alla Woman In Power Chiara Bottalo Educatrice Couseling autismo presso la Fondazione Istituto Sacra Famiglia e già assessora alla Cultura per la città di Legnano alcuni suggerimenti utili.

Eccoci! Ricomincia la scuola!
Con l’inizio di settembre possiamo dire che le vacanze sono state archiviate e anche le famiglie più vacanziere iniziano a pensare al rientro a scuola. In questi giorni anche il clima non ci permette di scordarci che l’estate è finita. E’ tempo quindi di
rivedere l’elenco dei compiti assegnati a giugno dalle maestre per fare il bilancio e concentrarsi sugli ultimi esercizi rimasti da svolgere, oppure macinare pagine e pagine del libro delle vacanze nel pochissimo tempo rimasto. I bambini sono impauriti per i possibili rimproveri delle maestre e i genitori furibondi per il carico di lavoro che resta, allora si chiedono se dare la colpa ai figli che non si sono organizzati o a se stessi per non aver controllato, ….ma ormai poco importa….lavoro di squadra: la mamma colora col verde, il papà col blu e il figlio ripassa le tabelline.
In questo clima di corse per recuperare il tempo perduto bisogna anche fare gli ultimi acquisti dei libri per il nuovo anno. Non può mancare la “tradizionale spesa per la scuola” quella in cui i bambini come se fossero nel paese dei balocchi cercano sempre di aggiungere acquisti fuori lista. C’è la lista di quello che serve consegnata dalla scuola e poi c’è il tentativo da parte dei piccoli di aggiungere qualcosa, di scegliere l’astuccio più alla moda o la cartella scomoda ma bellissima uguale a quella dell’amica….con i genitori disorientati che non sanno se accontentare i figli o il portafoglio. Eh si, perché appena rientrati dalle vacanze è il momento in cui noi
adulti vorremmo risparmiare per rientrare dalle spese superflue che ci siamo concessi in ferie, e invece per chi ha dei figli sarà il momento dell’anno in cui si accumuleranno la maggior parte delle spese scolastiche. Ma i genitori impegnati in queste peripezie tra compiti, acquisti e ripresa faticosa dei ritmi lavorativi, sorridono. Perché questi genitori sorridono? Semplice, finalmente è finito il vero
incubo, il periodo più complicato di tutto l’anno, finalmente si vede la luce fuori dal tunnel: riapre la scuola!! Pazienza se i bambini sono tristi, in fondo loro si riposano e si divertono da 13 settimane. Ma in questo tempo lunghissimo i genitori (soprattutto chi lavora) hanno dovuto gestire una complicatissima organizzazione del tempo districandosi tra oratorio feriale, centro estivo, nonni al mare; hanno
dovuto modificare spesso gli orari lavorativi per adeguarli ai vari impegni estivi dei figli; hanno dovuto trovare l’equilibrio tra i gusti dei figli, gli orari, i costi…..insomma ci accorgiamo ora che tutto ciò che all’8 giugno sembrava una Mission impossibile  ormai è passato. Complimenti a tutti! Ce l’abbiamo fatta anche questa volta!! Si ricomincia con i ritmi regolari, si tornerà alla tranquillità di sempre e anche noi grandi ora abbiamo bisogno di ripetitività e sicurezza.

 

Ed ora come possiamo affrontare al meglio il nuovo anno scolastico insieme ai nostri figli? Un inizio è sempre un cambiamento e lo sarà soprattutto per chi inizia un nuovo ciclo scolastico. Il mio consiglio, soprattutto per loro, è quello di tenere a bada le nostre preoccupazioni di genitori: sarà con compagni nuovi? Dovrà lasciare il suo migliore amico? Una delle nostre maggiori preoccupazioni è che i bambini nel
passaggio da una scuola all’altra “perdano” i compagni di scuola preferiti. In realtà questa paura nasconde anche un problema di noi grandi che desideriamo mantenere i contatti con i genitori che già conosciamo e vorremmo tutelare i nostri figli da distacchi emotivi e fatiche relazionali. Per i bambini il passaggio è una grossa opportunità, consiglio a tutti voi di dare loro coraggio, di credere in loro perché vi stupiranno. Sapranno riallacciare nuove relazioni, troveranno nuove amicizie e quelle vecchie ma di valore resteranno anche se non ci si troverà più nella stessa classe. E così impareranno a diventare grandi, a guardare al futuro con fiducia e acquisteranno fiducia in se stessi e nelle loro capacità di affrontare il cambiamento in modo positivo. Capacità oggi importantissima. Dico questo con la tristezza nel cuore che mi ha trasmesso oggi mia figlia quando ha scoperto che nella nuova scuola non avrà in classe nessuna delle amiche con cui avrebbe desiderato continuare il percorso, sono certa che questo però è un passaggio utile alla sua crescita che la prepara ad affrontare le piccole e grandi difficoltà della vita e a uscirne con il sorriso. Chi inizia un nuovo ciclo di scuola passerà dall’essere i più grandi della scuola e i detentori dell’esperienza e dell’esempio ad essere i più piccoli, a doversi ambientare in un luogo nuovo con regole nuove sapendo di essere i più piccoli e inesperti. Noi genitori insieme agli insegnanti possiamo sostenerli in questo passaggio, osservare da lontano che siano capaci di trovare la loro collocazione nel nuovo ambiente scolastico.

1) Valorizziamo e incentiviamo le autonomie. Aiutiamo i nostri figli a fare da soli, facciamo quel passo indietro che permetta loro di essere autonomi e indipendenti in modo commisurato all’età, non sostituiamoci loro. Es. alla scuola materna i bambini possono scegliere i vestiti e vestirsi da soli, alle elementari potranno in prima e seconda imparare a usare il diario da soli e dalla terza fare i compiti da soli e  preparare la merenda per il giorno successivo in cartella. Alle medie dovrebbero organizzare il carico dei compiti e lo studio dividendolo nei diversi pomeriggi della settimana, possono anche andare a scuola da soli; alle superiori potrebbero fare tutto da soli, noi adulti possiamo limitarci a controllare il registro elettronico. Questi sono solo esempi, ma l’importante è ci siano delle piccole responsabilità che ogni bambino/ragazzo impari a gestire da solo, questo li aiuta a crescere e a sentirsi capaci, permettendo a noi genitori di distaccarci gradualmente da loro accompagnandoli a spiccare il volo.

2) Restiamo nel patto educativo, ricordiamo che il personale scolastico lavora per il bene dei ragazzi. Possono capitare incomprensioni o discussioni con gli insegnanti, è possibile avere punti di vista diversi, ma non screditiamo gli insegnanti. Cerchiamo di svolgere insieme il ruolo educativo, i bambini impareranno che il confronto e il dissenso sono possibili e superabili e saranno più sereni perché si sentiranno in un contesto comunque coeso che si dirige nella stessa direzione. Si al confronto no allo scontro: il confronto unisce lo scontro crea dissidio.

3) Occupiamoci dell’unicità di ogni nostro figlio. La scuola è prima di tutto un luogo educativo, oltre ad essere contesto didattico. Ogni bambino è diverso e ha risorse e bisogni specifici. Me ne accorgo ogni giorno guardando i miei tre figli: chi è più chiuso ma ineccepibile a livello didattico e ha bisogno di essere supportato nelle capacità relazionali, chi è più creativo e ha bisogno di aiuto per avere consapevolezza delle proprie capacità, chi estroverso ma fatica a concentrarsi … e poi col passare del tempo i punti di forza e le esigenze si modificano. Non controlliamo solo i voti, aiutiamo ognuno a fare al massimo delle proprie possibilità. Il mio augurio per tutti i genitori per quest’anno è quello di riuscire a far crescere ogni figlio in quello di cui ha davvero bisogno perché possano diventare tutti grandi uomini e grandi donne!

Buon inizio!