Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.womaninpower.it/home/we/wp-content/themes/Divi/functions.php on line 5837
Seleziona una pagina

 

Perché la mente diventa leggera quando viaggia, sogna e impara attraverso la penna di una grande Donna.

Va bene, lo ammetto: non ci sono riuscita! Mi ero davvero messa di impegno per il mio corso di “alleggerimento”. No, non sto parlando di diete, ma della volontà di avere pensieri più frivoli, conversazioni leziose e avvincenti, seguire il gossip e i trend. C’erano tutte le premesse!

Un weekend al mare, in pieno luglio. Niente auto, si prende il treno eliminando anche l’onere della guida. Mi precipito in edicola e con viso tronfio mi catapulto sulle riviste da ombrellone. Pago soddisfatta, la via della leggerezza ormai è tracciata.

Parto sul sicuro, con un formato “bag”, “borsa” suona proprio male per una donna che aspira a essere cittadina del mondo. Arrivo a pagina 17 per trovare il primo articolo, anticipato dall’editoriale infilato tra una pubblicità e l’altra. Ma va bene, effetto vetrine predispone a una lettura più fashion victim. Scopro che l’uomo del mese selezionato è nato nel 1987 e già una ciocca bianca mi compare tra i ciuffi ribelli, consapevole che sono a un passo dal voto “il nonno del mese”. Cambiamo pagina, devo preservare l’idea che le creme antirughe invernali abbiano funzionato. Test. Ma si usano ancora i test? A quanto pare. “Qual è il tuo livello di fiducia in te stessa?” (avrei tolto un tuo di troppo). Interessate, vediamo un po’. Prima domanda: la tua amica ha dato forfait per il tuo corso di boxe, tu che fai? Ok, cambiamo pagina.  Pubblicità, pubblicità, pubblicità. “Guida all’amore invincibile“, ok passo. Oroscopo, con tanto di “libro cult” di contorno. Pare che il leitmotive sia baywatch, avanguardia pura per una serie inaugurata nel 1989 e chiusa nel 2003, ma un cult è un cult e continua a fare tendenza. Parola d’ordine: il poster di Pamela Anderson #escilo.

Cambio testata, l’indagine continua investendo un solo Euro. A pagina 12 il primo articolo già anticipato dalle lettere alla Direttrice, sommario e breve editoriale. A pagina 14 “Un fatto, due opinioni”. Articolo di facile lettura, ma interessante nel taglio e nella suddivisione tra fatto e opinione. Segue protesta delle donne indiane e Scarlet Johansson. Un zig zag tra argomenti curiosi, ragionevoli dubbi sociali, glamour di contenuto, una spolverata al cinema e al gossip reale per sostenere ogni genere di conversazione, passando dai film che piaceranno ai nostri figli, agli articoli di compagnia dove le paure di ognuna di noi vengono captate, elaborate e restituite con soluzioni a fondo pagina. 146 pagine in totale di piacevole sfogliatura.

Torno in ufficio con un bilancio chiuso in pareggio, delusa da uno dei giornali più cosmopoliti, che non riesce a uscire dalle suggestioni anni ’80 e ’90, quando arriva #lamiacapa (lei ha un hashtag tutto suo, se lo merita) con una copertina che si commenta da sola… o almeno spero.

schermata-2017-07-17-alle-08-28-07

Non riassumo il mio retro-pensiero perché rischierei di uscire dai canoni della “fascia protetta”, ma sono felice che molte altre testate e colleghi non siano rimasti indifferenti a tanto orrore. In particolare ho apprezzato l’articolo di Giulia Siviero dal titolo eloquente “Panorami sessisti”  pubblicato da “Il Post” :

Le donne, presenti nell’articolo come commesse esperte di grandi magazzini, come segretarie e come (s)oggetti ornamentali che trovano la loro identità nel matrimonio e nella dipendenza anche economica da un uomo, hanno ben poco di cui essere felici. Piangono nei loro abiti da spose. Il consiglio della psicoterapeuta, in conclusione, è quello di cambiare obiettivo: legarsi a qualcuno di talento, che ami il suo lavoro qualunque esso sia e che alla fine ami anche il lavoro della sua partner.

Poteva bastare, no? No! Questa mattina nel solito rito quotidiano di lettura delle news mi imbatto in un altro articolo che, in un primo momento, pensavo fosse pubblicato da uno di quei sitarelli che vivono di fake&click e invece… Il Fatto Quotidiano commenta l’articolo riportato da un’altra famosa rivista di approfondimento storico e scientifico che si interroga su uno dei più gradi quesiti esistenziali dell’umanità tutta:

Attira di più il seno o il sedere?

Domandone epico con tanto di disamina tra statistica e antropologia, con approfondimenti su “10 cose che (forse) non sai sul sedere” e “Record, misure e curiosità sul seno“.

A questo punto getto la spugna. Se la leggerezza è sinonimo di sessismo e si nutre di cliché e stereotipi allora mi dispiace, resterò pesante nella mole e nei pensieri non trovando divertente e in alcun modo ristoratrice, una lettura che non solo è incapace di informare, ma non riesce nemmeno a intrattenere.

Sotto l’ombrellone porterò “Viaggio Americano” di Fernanda Pivano, ma vi consiglio anche “Libero chi legge“,  perché la mente diventa leggera quando viaggia, sogna e impara attraverso la penna di una grande Donna.